L’importanza del Profilo Sensoriale.
Natale significa per il bambino gioia ed emozione ma anche sovrabbondanza di stimoli fisici. Bello per la maggior parte ma difficile da gestire, tanto che spesso, durante le cene o gli eventi organizzati, i nostri bambini scoppiano a piangere o crollano addormentati.
Ci sono poi bambini con una soglia di tolleranza più bassa, come quelli con Disturbo dello Spettro Autistico e ADHD, che in questi periodi soffrono un esacerbarsi dei sintomi della loro condizione. Sintomi che dipendono da stimoli spesso non adeguatamente mappati e considerati nella loro complessità ma piuttosto inseriti nel contesto di un a generale “crisi”.
Spesso trascurato, nella diagnosi e nel trattamento, dei sintomi dello spettro autistico, il Profilo Sensoriale è invece uno strumento importantissimo in entrambi questi ambiti.
Il bambino neurodiverso presenta spesso delle avversioni per stimoli sensoriali di diverso tipo, soprattutto luci e rumori a particolari intensità e frequenza, affollamento, contatto con superfici di diversi materiali. A volte scambiate per sintomi somatici, queste avversioni ci sono nella maggior parte dei casi (circa 90%) e le dobbiamo “sopportare”. Superata una certa soglia (trigger) il bambino può andare in crisi ovvero perdere il controllo e cedere a manifestazioni fisiche estreme e incontrollabili.
L’approccio classico a questo problema consiste nel cercare di condizionare il bambino a resistere agli stimoli “nocivi” e a non attuare manifestazioni dall’effetto problematico, specie in contesti sociali, in modo da normalizzare il suo comportamento.
Conoscere però a fondo queste avversioni, sviluppando un profilo sensoriale del bambino, ci dà la possibilità di raccogliere informazioni preziose per diagnosi e trattamento. Il profilo sensoriale è infatti una sorta di mappa delle avversioni sensoriali del bambino, che ci permette di conoscerle a fondo e di comportarci di conseguenza.
Questa conoscenza ci dà la possibilità di affrontare gli stati disfunzionali del bambino con cognizione di causa. Invece di trattare una manifestazione di fastidio come un capriccio, possiamo aiutarlo a gestirla con strumenti adeguati. A questo proposito diventa importante un Parent Training, progettato su misura per il tipo di disturbo e per le caratteristiche del bambino.
Benefici per diagnosi e trattamento a parte, infatti, la conoscenza approfondita e quindi giusta considerazione di questi aspetti, nell’interazione con il bambino e nella progettazione delle sue interazioni sociali, può avere molti effetti positivi. Può farlo soprattutto sentire compreso e assistito, in una situazione generale di differenza dagli altri, che vive ma non riesce a spiegarsi. Può aumentare la sua percezione di controllo delle manifestazioni della sua condizione, con una serie di ricadute positive a catena. La sensazione di controllo può aumentare la sua motivazione a partecipare alle terapie e a migliorare, oltre ad aumentare il suo senso di benessere e di appartenenza.
Un alto livello di stress generale, dato anche dalla sensazione di non essere efficacemente aiutato e capito, abbassa infatti la soglia trigger per le crisi (rende più facile il loro manifestarsi). Sentire che c’è comprensione e aiuto dall’esterno aumenta la percezione di controllo e di conseguenza, abbassando lo stress, aiuterà a far diminuire anche l’intensità delle crisi e la loro frequenza.
Tutto questo, dal punto di vista meno medico e più squisitamente psicologico, significa anche e soprattutto aumentare la felicità del bambino, aspetto spesso meno curato rispetto alla performance ma che è un suo diritto e che dovrebbe sempre essere in alto, se non in cima, nella scala degli obbiettivi da raggiungere.